Ieri notte ho guardato Canada-Svezia, la finale olimpica femminile di curling. Uno sport molto poco conosciuto che capita di vedere raramente ma che riscuote sempre un discreto successo durante i giochi olimpici. E' appassionante, pieno di strategia e colpi spettacolari e decisioni all'ultimo tiro, o meglio all'ultima stone per usare il gergo tecnico. 

Ad ogni modo il punto non è questo, il punto è che il Canada aveva ormai vinto la partita. Con 2 punti di vantaggio bastava un'ultima bocciata, piuttosto semplice per una giocatrice di quel livello. Il pubblico canadese sugli spalti era già tutto in piedi pronto ad esultare. Le telecamere inquadravano la mamma della Bernard (credo, perché era una signora abbastanza anziana e gli assomigliava molto) e i bambini che sventolavano le bandiere canadesi (il curling è il secondo sport nazionale in Canada dopo l'hockey). 
Ma succede l'incredibile, la skip canadese Cheryl Bernard sbaglia la bocciata finale e concede 2 punti alla Svezia. Si va all'extra end (tipo i supplementari).

Ora, si è visto veramente bene cos'è il tilt. Quello sconvolgimento mentale e emozionale, che deteriora e a volte distrugge la qualità del gioco di un giocatore di Poker. Spesso causato una mano importante persa - a causa della sfortuna si dice, nonostante le probabilità matematiche a favore. 

Quando le scelte che fai al tavolo da gioco non si basano più su quella che è la decisione tecnicamente corretta perché sono le tue emozioni e il tuo ego ferito che hanno preso le redini del comando.  E il Canada, e la Bernard in particolare erano in monkey tilt, come si dice in inglese gergo pokeristico. Non ci stavano più con la testa. La Bernard (lo skip è quello che prende le decisioni strategiche) ha giocano un extra end disastroso. Qualche risata nervosa a cercare di sdrammatizzare il dramma, ma lo vedevi il volto tirato e il rimpianto trasparire dagli occhi. E nonostante avesse il vantaggio di poter fare l'ultimo tiro, e quindi fosse favorito sulla Svezia, il Canada ha cominciato a giocare in una maniera assurda. Prendendo cattive decisioni, frettolose e approssimative, come se si trattase di una partita della parrocchia già persa e da finire in fretta perché la cena era pronta. Ma con in più tutta l'ansia di una vittoria olimpica appena buttata via. E ovviamente la Svezia ha vinto, 7-6. 

Cheryl Bernard è una delle giocatrice più forti del mondo, ma la sua lucidità se n'era andata chissà dove, era totalmente annebbiata e posseduta dal tilt. E io, reduce proprio ieri da una giornata parecchio difficile, mi sono rivisto al tavolo da gioco... quante volte mi è capitato in passato di ribollire dalla rabbia o dall'ansia per eventi più o meno sfortunati. E lì, senza pienamente rendermene conto, spesso ho cominciato a giocare con noncuranza, a fare degli errori, e le cose hanno cominciano ad andare di male in peggio, e mi sono ritrovato a giocare malissimo, sfiduciato, deluso oppure arrabbiato, rancoroso e vendicativo... insomma, se giocate a poker sapete bene di cosa sto parlando, emozioni da wrestling queste, solo che succedono veramente.

Beh, complimenti comunque al Canada per la bella medaglia d'argento, e in particolare grazie alla Bernard per l'importante lezione, mi sono rivisto allo specchio.
 
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E Leonardo Da Vinci, Nikola Tesla, Napoleone, Thomas Jefferson, e l'altro Thomas, Edison che alla fine ce l'ha fatta a inventare la lampadina, eccetera, e Wiston Churchill eccetera, ci sono un sacco di personaggi importanti in tutti gli ambiti dello scibile umano che hanno adottato il sonno polifasico nella loro vita. 
Ovvero dormire molto, ma molto meno di quanto la nostra cultura ci abbia abituato a fare. Essenzialmente si fanno dei brevi sonnellini sparsi nella giornata - 6 pisolini di 20 minuti nel caso più estremo. L'Uberman l'hanno battezzato in giro per la rete, che mi ricorda un po' Zarathustra di Nietzsche come definizione, e con l'Uberman non si dorme mai più di 20 minuti consecutivi. Ma ci sono anche altri tipi di sonno polifasico, decisamente più morbidi, tipo l'Everyman, che prevede un sonno centrale di 3 o 4.5 ore, e rispettivamente 3 o 2 sonnellini di 20 minuti.

E anche se Zarathustra è uno dei libri che mi ha influenzato di più, io sono un Everyman almeno per quanto riguarda il sonno, me lo sento. Che ci vuole un sonno lunare più lungo e ristoratore, un minimo di ciclicità nel microcosmo della giornata. E ci ho provato a fare l'Everyman, con risultati positivi perché il sistema funziona, mi sento più sveglio e fresco durante le mie ore di veglia, che sono molte di più. E con risultati negativi, perché non sono riuscito a seguire il ritmo con costanza, ho cambiato spesso gli orari dei miei impegni quotidiani, tra l'altro cercando di farli combaciare con la cena in famiglia, per inserire almeno uno 0.1 di vita sociale nella mia giornata... e insomma, ho fatto un po' di casino...

Su internet si trovano alcuni studi e esperimenti interessanti sulla questione, ma ho deciso di non stare a analizzare l'argomento più di tanto. Vado a esperienza e a intuito, e alcune cose credo di averle capite che sono comunque degli anni che pratico il pisolino o power nap. E poi guardo il mio gatto cosa fa, sembra non avere alcuna difficoltà. E sogna anche che ogni tanto fa dei mugugni strani mentre dorme. E di sicuro della ricetta culturale delle 8 ore non mi fido, è sicuramente prettamente culturale tra l'alto giusta giusta per permetterti di presentarti puntale e efficiente al lavoro... 

Ad ogni modo, vedremo se riesco a vivere un mese in più all'anno (da sveglio). Insomma ho scritto questo post solo per mettere per iscritto la cosa, che la parola scritta dà una certa ufficialità - da oggi l'Everyman è il mio ritmo sonno-veglia definitivo, preferibilmente con 3 ore di sonno centrale + 3 pisolini da 20 minuti. Che è piuttosto curioso questo mondo e mi va di vivere di più, e poi facendo tanti sonnellini ci si ricordano anche un sacco di sogni in più...
 
Facevo un po' di zapping olimpico e sono finito per sbaglio su Rai Uno dove l'eterno Pippo nazionale presentava questo cantante e canzone. E la mia domenica un po' sonnolenta si è ravvivata. Intelligente, e molto molto divertente. Lo metto sotto la categoria disinformazione perché proprio la disinformazione è l'argomento della canzone di Cristicchi... Veramente bravo, anzi bravo' accentato alla francese.

C’è – L’Italia paese di Santi 
pochi idraulici e troppe badanti
C’è l’Italia paese della Liberté
Egalité e del Gioca Giuè!
C’è – l’Italia s’è desta ma
dipende dai punti di vista
C’è la crisi mondiale che avanza
e i terremotati ancora in vacanza

Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è...